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L’Oiv stima la produzione mondiale di vino a 281 milioni di hl

Con un aumento tra il 7,1 e il 10,5% rispetto all’anno precedente, la produzione vitivinicola mondiale ritorna ai livelli del 2006 con un quantitativo di 281 milioni di hl. Lo afferma il direttore generale dell’Oiv, Federico Castellucci, durante la presentazione a Parigi della nota congiunturale 2013. Le previsioni dei principali paesi vitivinicoli europei indicano una crescita a volte molto rilevante rispetto all’annata precedente. È il caso della Spagna, che registra una crescita della propria produzione del 23%, con oltre 40 milioni di hl mentre in Francia e in Portogallo la crescita è del 7% rispetto al 2012. L’Italia ha prodotto invece sol il 2% in più, ma questo dovrebbe bastare a raggiungere i 45 milioni di hl e diventare per quest’anno il maggiore paese produttore di vino.

Nel resto del mondo la produzione di vino è in netta crescita. Gli Stati Uniti hanno prodotto 22 milioni di hl e anche in Sud America la tendenza è in crescita: il Cile raggiunge il nuovo record di 12,8 milioni di hl, mentre in Argentina, in seguito a una cattiva annata 2012, il raccolto vinificato è di 15 milioni di hl (+27%). La Nuova Zelanda registra quest’anno un livello di produzione record di 2,5 milioni di hl, mentre le stime per l'Australia sono di circa 13,5 milioni di hl.

La vitivinicoltura mondiale non ha ancora visto un’inversione di rotta significativa dopo la crisi economica del 2008. Gli effetti dello scarso raccolto 2012, che hanno causato problemi di approvvigionamento, specialmente nel mercato del vino sfuso, potrebbero continuare in parte a farsi sentire quest'anno. Le stime del consumo mondiale di vino lasciano però intravedere un certo consolidamento della domanda.